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Sulyvahn, il Gran Sacerdote (chiamato Pontiff Sulyvahn nella versione inglese e Hōō sarivu-ān nell'originale giapponese) è un boss obbligatorio di Dark Souls III.

Descrizione di gioco

Sulyvahn, il Gran Sacerdote di Irithyll, imprigionò gli dei della vecchia famiglia reale nella cattedrale abbandonata per darli in pasto al Divoratore degli Dei.

Descrizione[]

Sulyvahn è un uomo alto che indossa abiti cerimoniali, è adornato da gioielli e indossa una corona sopra quella che sembra essere un'armatura di maglia. La sua pelle è molto pallida e pare marcia, coperta da grandi crepe, mentre il volto è inesistente. A causa delle sue origini, è probabile che sia nato così.

Sulyvahn brandisce due spadoni: lo Spadone profano nella mano destra e lo Spadone del Giudizio nella sinistra. Quando la Creatura della Cenere entra nella chiesa, Sulyvahn appare immobile con le due spade in mano; quando poi la creatura della cenere si avvicina, le sue spade si accendono e lui inizia a camminare lentamente verso il giocatore, per poi attaccare improvvisamente con un fendente a mezz'aria.

Durante lo scontro, è possibile udirlo gemere e quasi ringhiare con una voce profondamente distorta. Non è noto se è ancora mentalmente sano quando la creatura della cenere lo affronta.

Luogo[]

Nella grande cattedrale alla fine di Irithyll della Valle Boreale.

Lore[]

Benché quasi nulla sia noto nel gioco originale, Ashes of Ariandel rivela che Sulyvahn nacque nel Mondo dipinto di Ariandel. Grazie ai dialoghi inutilizzati dell'espansione e dal suo aspetto fisico, è possibile supporre che fosse il figlio di una delle feroci donne-albero che risiedono nel dipinto. Pur essendo nato e cresciuto all'interno del dipinto, non aveva ancora sperimentato quel senso di perdita o disperazione che ne accomunava tutti i residenti e grazie al quale si sentivano attratti da esso. Di conseguenza, non sentiva alcun senso di appartenenza al mondo dipinto e decise così di partire per un pellegrinaggio nel mondo esterno, abbandonando le stregonerie di ghiaccio che aveva sviluppato ad Ariandel per ricercare una conoscenza più profonda.

Non è possibile stabilire se questo accadde prima o dopo il suo raggiungere la Valle Boreale, ma ad un certo punto, il giovane stregone si imbatté nella Capitale Profanata, poco distante Irithyll, e in essa la Fiamma Profanata. Prendendo con sé lo Spadone profano e spinto dalla sua ambizione, si decise a conquistare il potere che bramava. Tramite corruzione, sotterfugi e abilità, il giovane stregone scalò rapidamente i ranghi ecclesiastici: le sue doti magiche gli permisero di ottenere l'ammirazione dell'ordine dei Cavalieri della Luna Oscura, mentre corrompendo membri del clero riuscì ad ottenere l'accesso a posizioni di prestigio. Infine, l'ottenimento della Fiamma Profanata, un fuoco inestinguibile e sconosciuto a chiunque, gli permise di essere visto come un potente messaggero degli dei, fino ad ottenere la carica di Pontefice della Via Bianca. Per assicurarsi il favore della città e di Gwyndolin, procedette ad enfatizzare la sua figura e a portare avanti il suo piano di riportare Anor Londo al suo antico splendore, mentre nell'ombra sciolse e purgò l'ordine dei Cavalieri della Luna Oscura, rimuovendo anche l'ultimo ostacolo alla sua ascesa, si dedicò allo studio di arti proibite celati negli archivi della capitale e formò il proprio corpo di cavalieri che mantenessero l'ordine in città. Strinse inoltre importanti accordi diplomatici con il grande regno di Lothric, sostenendo i regnanti in cambio dei loro servizi alla Via Bianca, indottrinando i popolani con la collaborazione dei tre arcidiaconi Royce, McDonnell e Klimt per garantire la riuscita del vincolo di Aldrich.

Il suo controllo totale sulla Valle Boreale si concretizzò con la creazione di una barriera magica a protezione della capitale, e solo delle statuette consegnate dal Pontefice in persona potevano garantire l'accesso a Irithyll. Per assicurarsi che i cavalieri inviati in missione in terre straniere non lo tradissero o si opponessero a lui, affidò loro determinati anelli che, a loro insaputa, li avrebbero tramutati in bestie. Per questa ragione, i cavalieri della missione erano visti come esuli non degni di lode. Tra i cavalieri più famosi vi erano Vordt e una giovane ragazza discendente della nobiltà di Irithyll, entrambi i quali vennero spediti a controllare Lothric per tenere a bada la guerra civile che si era scatenata fra i Tre Pilastri e i neo-arrivati Cavalieri alati.

Infine, recluse Gwyndolin nella vecchia cattedrale di Anor Londo: il dio, malato e debole, non poté opporsi e Yorshka, Capitano dell'Ordine, venne prontamente imprigionata sul campanile, lontana dagli occhi di tutti

Quando Aldrich risorse come Signore dei Tizzoni e fuoriuscì dalla sua bara nella Cattedrale delle Profondità, raggiunse Irithyll con un esercito di diaconi per sfidare Sulyvahn. Le guardie della città furono massacrate e Aldrich affrontò Sulyvahn, che venne sconfitto si trovò costretto a cedere ad Aldrich l'accesso alla cattedrale di Anor Londo, dove vi erano rinchiusi Gwyndolin e sua sorella Yorshka.

Quando il Campione della Cenere raggiunge la città, affronta gli spiriti ormai vacui dei cavalieri del Gran Sacerdote. Sulyvahn, rimasto nella sua cattedrale senza più nulla ormai da perdere, sta lentamente riformando il suo esercito riportando in vita i suoi cavalieri tramite la necromanzia. Attende fermo, con le spade alla mano e le vesti ancora stracciate dal duello con Aldrich: ora infatti, vistosi perso tutto quello che aveva costruito e ottenuto, si scopre sempre più simile a quei dispersi del suo mondo natio, da cui per tutta la vita aveva cercato di allontanarsi.

Strategia[]

Una volta attraversata la nebbia, è importante essere cauti mentre ci si avvicina al Gran Sacerdote, poiché balzerà quasi sempre in avanti sferrando un fendente con lo spadone infuocato. Con il giusto tempismo, questo attacco può essere parato, mettendo quindi il boss immediatamente in una posizione di svantaggio.

Visto che la maggior parte delle sue serie di attacchi vengono eseguite quando si trova a media distanza, è consigliato rotolargli alle spalle, poiché gli unici attacchi che possono raggiungervi in quella posizione sono le piroette o l'attacco aereo che esegue in seconda fase, molto più semplici da evitare rispetto alle sue violente serie di attacchi. Alcune serie proseguono anche se il giocatore è fuori portata, permettendo così di attaccarlo alle spalle mentre è ancora impegnato ad attaccare il vuoto davanti a sé. Si volta molto lentamente, dando così al giocatore tutto il tempo di spostarsi nuovamente alle sue spalle. Se poi si allontana, avvicinarsi rapidamente e posizionarsi alle sue spalle.

Durante lo scontro, è consigliato non colpirlo mai più di due volte consecutive, poiché la resistenza è fondamentale per evitare o bloccare i suoi fendenti. Gli attacchi di Sulyvahn possono risultare difficili da evitare a causa della varietà di tempistiche e al fatto che può concatenare fra loro serie di attacchi, coprendo lunghe distanze rapidamente. Attenzione al fendente verso il basso e all'affondo in scivolata: entrambi sono molto telegrafati e possono dare il tempo di attaccarlo o curarsi.

Una volta che il Gran Sacerdote avrà perso metà della salute complessiva, entrerà nella sua seconda fase. L'animazione del cambio fase infligge danni ad area nel tempo. A questo punto inizia ad utilizzare nuovi attacchi, inclusi schianti ad area, lunghi balzi e proiettili magici. Ad un certo punto, evocherà una copia fantasma di sé stesso che sferra i suoi stessi attacchi ma con un leggero anticipo. Benché sia possibile uccidere il fantasma, non è consigliato farlo a meno che il Gran Sacerdote non abbia poca salute rimanente, poiché i danni inflittigli non vengono sottratti alla salute del boss, che può anche rievocarlo nel caso venga eliminato.

Sulyvahn è estremamente suscettibile alle parate, con un singolo contrattacco che può sferrargli più di 1000. È possibile sfruttare questa sua vulnerabilità, visto che i fendenti eseguiti con la spada di fuoco sono molto telegrafati e prevedibili. Parando i suoi attacchi e contrattaccando si chiuderà lo scontro molto in fretta, portandolo vicino alla morte quando ancora non ha evocato il fantasma.

Un metodo più semplice e che non sfrutta le parate (e neppure le schivate) prevede solamente di girargli intorno tendendo alzato uno scudo che offra il 100% dell'assorbimento dei danni fisici; così facendo, la stragrande maggioranza dei suoi attacchi verrà evitata e sarà possibile colpirlo in sicurezza. Quando inizia ad evocare il fantasma, ucciderlo il prima possibile e ricominciare da capo. Data la solida quantità di danni infliggibili con questa strategia, lo scontro terminerà quasi sempre prima che riesca ad evocarne un secondo.

Uno scudo resistente al danno magico e al danno da fuoco, come lo Scudo con simbolo del drago, è altamente consigliato.

Evocazioni[]

  • Gotthard, la Mano Nera: Il suo segno di evocazione si trova direttamente fuori dalla nebbia che conduce all'arena del boss.
  • Tenue ombra di Londor: Può essere evocata se il giocatore si sta occupando della storia di Yuria. Il suo segno di evocazione si trova sulla balconata alla sinistra di quello di Gotthard.
  • Anri di Astora: Il suo segno di evocazione si trova sulla balconata di fronte a quella della Tenue ombra di Londor (ma solo se non è ancora stato/a ucciso/a).

Oggetti lasciati[]

Oggetto Soul of Pontiff Sulyvahn
Anima di Sulyvahn il Gran Sacerdote
Percentuale Garantita

Note[]

  • Gli attacchi di Sulyvahn possono essere parati ed è possibile sferrare un contrattacco.

Curiosità[]

  • È presente una statua alle Mura del castello di Lothric che ricorda Sulyvahn, nella piazza sorvegliata da un Cavaliere Alato. Essa rappresenta un giovane uomo scalzo con indosso la Veste votiva e che brandisce lo Spadone profano.
  • Il suo nome inglese (Pontiff) significa letteralmente Pontefice.
  • Il Gran Sacerdote sembra essere privo di un volto, poiché la faccia è coperta da quelle che sembrano essere radici.
  • Il nome "Sulyvahn" è una versione alternata del nome britannico "Sullivan", che significa "Monocolo".
    • In irlandese, significa invece "piccolo dagli occhi oscuri", il che potrebbe fare riferimento agli anelli neri che ha dato ai suoi cavalieri per farli trasformare.
    • Entrambi i nomi sono ironici, poiché sembra essere privo di un volto.

Galleria[]

Colonna sonora[]

Dark Souls III[]

Pontiff Sulyvahn[]

https://youtu.be/O4Cp8fsIWhM

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